
Informazioni Generali
Nome: Cattedrale di Santa Maria Assunta
Città: Altamura (BA)
Indirizzo: Corso Federico II di Svevia
Cattedrale di Santa Maria Assunta
La chiesa di Santa Maria Assunta è il duomo di Altamura e cattedrale della diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti, voluta da Federico II tra il 1232 e il 1254 come chiesa palatina, quindi direttamente soggetta al sovrano e non al vescovo diocesano (privilegio durato fino al Concordato del 1929). Sorge nel contesto del ripopolamento federiciano della città e rappresenta il più antico e simbolico monumento altamurano. L’impianto originario, gotico a influssi arabo-normanni, aveva la facciata verso ovest e l’abside ad est, secondo l’orientamento liturgico tradizionale.
Le tradizioni locali raccontano di un precedente tempio pagano (a Castore e Polluce o a Giano bifronte), ipotesi oggi letta alla luce della forte presenza della Magna Grecia nella zona. Sulla facciata antica campeggiava una scultura bifronte poi interpretata come testa di saraceno a funzione apotropaica. Un’iscrizione gotica sulla porta angioina ricorda il crollo della chiesa il 29 gennaio 1316 e la ricostruzione grazie a maestranze di Bitonto. Nel 1485 la chiesa viene elevata a insigne collegiata, con ampliamento del presbiterio e del coro. A lungo si è creduto a una vera “inversione” della chiesa in età rinascimentale; gli studi e i restauri recenti hanno chiarito che l’attuale facciata è il riadattamento dell’antico fronte absidale federiciano, mentre l’allungamento del coro ha spostato in avanti il limite originario.
Tra XVI e XVIII secolo vengono affiancati al primo campanile un secondo torreone gemello e nuove celle campanarie con cupole; si arricchiscono altari e decorazioni barocche, fino all’imponente altare maggiore (1793). Nell’Ottocento l’architetto Travaglini riveste l’interno con una scenografica decorazione neogotica bicroma che unifica navate e matronei. La facciata attuale è una vera “facciata-racconto”: due alte torri con loggia barocca centrale, statue dell’Immacolata, di Pietro e Paolo, rosone trecentesco con Agnus Dei, bifora federiciana e, al centro, lo straordinario portale del Trecento sotto protiro, sostenuto da leoni, istoriato con l’Ultima Cena e 22 scene della vita di Cristo.
L’interno, a tre navate con capitelli bizantineggianti e matronei, conserva un soffitto ligneo dorato, il grande altare con pala dell’Assunta di Leonardo Castellano (1546), il coro in noce del 1543, ambone e pulpito cinquecenteschi. Le cappelle laterali custodiscono un presepe in pietra policroma (1587), l’elegante cappella barocca di San Giuseppe e altre opere fino all’Ottocento, tra cui la Conversione di San Paolo di Domenico Morelli. Testimonianze della storia civile sono gli episodi sanguinosi della Rivoluzione del 1799, consumati proprio intorno e dentro la cattedrale. Dichiarata monumento nazionale nel 1940, la chiesa è stata più volte restaurata in tempi recenti (facciate, pavimenti, illuminazione), recuperando il candore della pietra e la leggibilità del complesso, oggi cuore religioso e identitario della città.

